MUSICA, GENERE E POTERE Un ciclo di seminari tra femminismi e decolonialità
PRIMO SEMINARIO: UNA PROSPETTIVA STORICA
LEZIONE-CONCERTO
Relatrice Francesca Romana Recchia Luciani Professoressa ordinaria di Filosofie contemporanee e saperi di genere |
Filosofie dei diritti umani e dell’intersezionalità | Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica Università Aldo Moro Bari
Con Francesca VillaniRicercatrice | Dottoranda in Gender Studies | Università Aldo Moro Bari
Musiche di Ethel Smyth Florence, Price Bessie Smith, Beyoncé, Maxine Feldman, Paris Paloma
Con la partecipazione di Vito Alessio Calianno / Maria Rita D’Onofrio / Sofia Elefante / Ayane Kodera / Azusa Kuhara
Cosimo Ladogana / Domenico Lombardi / Francesca Lorusso / Sofia Toma e del Prof. Francesco Miniaci
Il ciclo di seminari Musica, genere e potere si propone come spazio di riflessione critica sulle intersezioni tra produzione musicale, costruzioni di genere e dinamiche di potere, adottando una prospettiva teorica femminista e decoloniale. Gli incontri sono concepiti nella forma della lezione-concerto, grazie al contributo delle classi del Conservatorio, e articolati in un percorso progressivo che muove dall’acquisizione di un vocabolario condiviso relativo agli studi di genere per giungere all’analisi delle specificità dei diversi contesti e correnti musicali.
Tra i nuclei tematici affrontati figurano: il dialogo con la critical race theory e le sue implicazioni nelle pratiche di ascolto e nella ricezione delle compositrici e dei compositori afroamericani;
il rapporto con la teoria queer e gli usi ambivalenti della voce come luogo di negoziazione identitaria;
il ruolo della musica nelle mobilitazioni femministe, con particolare riguardo all’uso del linguaggio musicale quale strumento di denuncia della violenza sistemica.
Quest’ultimo tema sarà declinato con specifica attenzione ai contesti di frontiera, in cui il corpo delle donne si configuracome spazio simbolico e materiale di conflitto, controllo e conquista. Tale operazione consente di interrogare le potenzialità di resistenza che trovano espressione nella musica, superando una concezione che la riduce a pratica isolata e confinata agli spazi istituzionali del teatro o della sala da concerto, recuperando e valorizzando la dimensione collettiva della pratica musicale.
Francesca Romana Recchia Luciani è professoressa ordinaria di Filosofie contemporanee e saperi di genere e di Filosofie dei diritti umani e dell’intersezionalità al Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi Aldo Moro (Bari). È Delegata alle Politiche di genere e al Gender Audit del medesimo Ateneo, per conto del quale dirige il Dottorato nazionale in Gender Studies, che coinvolge 16 atenei e più di 70 docenti, con 100 ricerche dottorali in corso. Ha ricevuto diversi incarichi di insegnamento e di ricerca in Italia e all’estero ed è autrice di numerosi saggi e monografie su Max Weber, Ludwig Wittgenstein, Peter Winch, Simone Weil, Hannah Arendt, Primo Levi, Günther Anders e Jean-Luc Nancy. Dirige “Post-Filosofie. Rivista di pratiche filosofiche e scienze umane” e le collane editoriali “Xenos” (il Melangolo) e “Transfemminismi” (Manifestolibri). Ha ideato e diretto per nove anni consecutivi il Festival delle donne e dei saperi di genere e da vari anni è responsabile di Short master e di Corsi per le competenze trasversali sui temi della valorizzazione delle differenze e del contrasto attivo alle discriminazioni e alle violenze di genere. Le sue ricerche spaziano dall’ermeneutica dei totalitarismi alle teorie femministe, dalle filosofie della corporeità agli studi intersezionali e sui diritti umani. Dopo aver pubblicato il manuale (con A. Masi) Saperi di genere. Dalla rivoluzione femminista all’emergere di nuove soggettività (D’Anna 2017), le sue monografie più recenti sono Jean-Luc Nancy. Il corpo pensato (Feltrinelli, 2022) e Filosofe. Dieci donne che hanno ripensato il mondo (Ponte alle Grazie, 2025). Nel 2024 ha curato (con L. Mitarotondo, per i tipi di Manifestolibri) il volume collettaneo Disubbidienti. Politiche femministe nella società e nelle istituzioni.
Francesca Maria Villani è laureata in Filosofia (L-5) e Scienze Filosofiche (LM-78) presso l’Università Aldo Moro (Bari) con il massimo dei voti e la lode.Si è diplomata in pianoforte al Conservatorio Nino Rota (Monopoli) nel 2018, con il massimo dei voti e la lode, nella classe del M° Carlo Gallo. Ha eseguito con l’Orchestra del Conservatorio il Konzertstuck op. 92 di Robert Schumann (2015) e il Concerto n. 2 op.19 di Ludwig van Beethoven (2017). A novembre 2021 ha suonato a Como all’interno del festival ‘A due Voci’, un incontro concerto dal titolo Musica Activa, la rottura dell’armonia, promosso nell’ambito della Journée mondiale de la philosophie patrocinata dall’UNESCO. Selezionata dal Conservatorio ha eseguito le Variazioni Goldberg di Bach al Teatro Radar di Monopoli. Al momento prosegue la sua formazione pianistica a Milano con il M°Davide Cabassi e svolge regolarmente attività concertistica, spesso nella forma di lecture-concert, per associazioni italiane ed estere. Attualmente è dottoranda in Gender Studies (curriculum filosofico-politologico, 39° ciclo) all’Università di Bari. Il suo progetto di ricerca, Verso una politica decoloniale dell’ascolto: epistemologie sonore e pratiche di resistenza nelle compositrici afro-diasporiche, indaga i meccanismi di esclusione presenti nel linguaggio musicale e le strategie messe in atto per contrastarli, attraverso la prospettiva degli studi femministi e decoloniali. È stata visiting researcher all’Università di Helsinki e all’Università di Oslo.


